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Ogni anno l’Osservatorio di Affitto Assicurato – società specializzata nel rilascio di contratti a tutela delle obbligazioni derivanti da contratti di locazione  – traccia l’identikit dell’inquilino che ha affittato casa nell’anno. 60% lavoratori dipendenti; 20% autonomi; 8% pensionati; 12% studenti o disoccupati.
La fascia di canone più comune è compresa fra i 500-600 euro/mese. Ma sono diverse le curiosità di quest’analisi.

Analizzando i dati, emergono un paio di stereotipi:

  1. Quarantenne, lavoratore dipendente che sostiene un canone di affitto mensile compreso fra 450 e 600 euro.
  2. Uomo, nella fascia d’età compresa fra i 40 e i 50 anni, lavoratore dipendente con una disponibilità a scegliere un canone di locazione che oscilla fra i 450 e i 600 euro.

Il 50% dei contratti di locazione stipulati nell’anno 2016 è di persone con età compresa fra i 40 e i 50 anni, una fascia anagrafica che, prima della crisi, era più orientata all’acquisto dell’immobile e oggi sceglie l’affitto perché soluzione più alla sua portata.

Più fisiologico, in questo senso, il 25% di inquilini under 40. Fascia d’età, questa, che tradizionalmente sceglie l’affitto come prima soluzione una volta uscita dalla casa di famiglia”.

Dall’analisi effettuata dall’Osservatorio di Affitto Assicurato emerge che l’inquilino che utilizza il canale delle agenzie immobiliari è nel 60% dei casi italiano, per il 30% dei casi cittadino extracomunitario e soltanto nel 10% dei casi comunitario.

identikit inquilino 2016

Il rapporto fra maschi/femmine per contratti di locazione stipulati è del 60% contro il 40%.
Si equivalgono, invece, i contratti di affitto stipulati da single e da famiglie.

Per le fasce d’età gli inquilini sono per il 20% poco al disotto i 40 anni, per il 45% fra i 40 e i 50 anni, per il 20% fra i 50 e i 60 anni, e 5% sopra i 50 anni. Tra gli inquilini prevalgono nettamente (60%) i lavoratori dipendenti, il 20% sono autonomi, per l’8% pensionati e per il 12% studenti e disoccupati. Molto concentrata anche la prevalenza della durata nei contratti di locazione, che vede il termine dei 4 anni valere il 61% dei casi, seguito a grande distanza dai 6 anni (14%), dalla soluzione 3+2 (10%), il restante 15% è di contratti “transitori”.

Da ultimo l’importo del canone di locazione: il 43% dei contratti è nella fascia 500-600 euro, il 32% tra 400-500 euro, il 16% tra 300 e 400 euro, il 9% tra 600 e 1000 euro.

Cos’è cambiato nell’ultimo anno?

Se raffrontiamo queste informazioni con il 2015, si notano un po’ di differenze. Ad esempio diminuiscono gli italiani di un sensibile 10% ed aumentano gli stranieri.

  • nel 70% dei casi italiano
  • per il 25% dei casi cittadino comunitario
  • soltanto nel 5% dei casi extracomunitario

Il rapporto maschi/femmine è quasi invariato, oscillando di un 5% a favore dei maschietti.
I lavoratori dipendenti perdono invece ben 9 punti percentuali! Difficile fare ipotesi: o c’è maggiore instabilità lavorativa oppure quota parte dei lavoratori dipendenti ha optato per l’acquisto. O forse una via di mezzo.

Aumentano invece i contratti di affitto con i canoni fra 500/600 € di ben 10 punti percentuali!

L’identikit completo 2015 lo puoi trovare a questo link:
Identikit inquilino nel 2015