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Mercato Affitti Italiano Giugno 2016 – Da un’analisi pubblicata da “Il Sole 24 Ore” prendiamo atto che il mercato italiano degli affitti negli ultimi anni ha subito una vera e propria metamorfosi.
C’è stato un vero e proprio crollo dei canoni di affitti che in alcuni comuni ha toccato il 30%.
9 su 10 grandi comuni hanno canoni di locazione con andamento negativo. Andiamo da Venezia che perde addirittura il 34%!

Milano e Bologna sono comprese in un calo nell’ordine del 17 – 17,5%.
Roma tutto sommato tiene perdendo “solo” il 10%.

Sono pochi i capoluoghi che registrano timidi incrementi, ad esempio Forlì è quasi intorno al 6%, poi in generale laddove si registrano incrementi timidi di poco superiori all’1% o poco superiore al 3%.  (Benevento +2,7%, Brindisi +3,3%, Crotone +1,9%, Forlì +5,7%, Nuoro +1,2%, Oristano +1,2%, Rovigo +2,1%, Sondrio +1,7%, Viterbo +1,8%)
I dati sono stati forniti da un’analisi di Nomisma.

 

mercato affitti italia

 

Il mercato italiano degli affitti è in una fase un po’ turbolenta.
La crisi ha influito negativamente non solo sulla disponibilità economica degli italiani, ma ha creato maggiore instabilità anche psicologica.
Pertanto oltre alle maggiori difficoltà oggettive ad accedere a mutui per valutare di acquistare casa subentrano anche fattori psicologici nel valutare l’acquisto di una casa in un periodo di incertezza economica e paura di poter perdere il proprio posto di lavoro.

Questi fattori hanno spinto molti italiani a valutare soluzioni d’affitto, psicologicamente meno impegnative, facendo di fatto registrare un aumento sensibile dei contratti di locazione. Dal 2011 al 2015 sono passati da 1,4 milioni a 1,6 milioni. Ma a fronte di tale incremento è diminuita la capacità di spesa che si è tradotta in canoni di affitto più bassi. A canoni di affitto più bassi però non c’è stata una maggiore relazione di puntualità nel pagamento dei canoni. Anzi, sono aumentate anche le situazioni di morosità.

Insomma, la rendita di affitto non solo perde in termini percentuali ma anche in certezza dell’incasso.
tutelare la rendita da affitto diventa sempre più complicato:

  1. 1 inquilino su 2 dà problemi di pagamento
  2. Incremento degli sfratti
  3. Oltre 10.000 mila euro costa al proprietario una procedura di sfratto fra spese legali e mancato incassi

«Una situazione di questo tipo blocca il mercato, come dimostra il numero di case sfitte in Italia, stimato in 3 milioni: se, infatti, all’aumento di casi di “morosità incolpevole”, conseguenza della crisi, si sommano le condizioni “strutturali”, ossia il carico fiscale molto elevato cui è soggetto il locatore (Irpef e tassazione locale sugli immobili) e le procedure che regolano lo sfratto (che risalgono agli anni ’40) si capisce che i proprietari siano sempre più restii ad affittare casa. Il rischio di avere degli svantaggi è veramente troppo alto. È quanto mai indispensabile semplificare le procedure di sfratto per ridurre, almeno, i tempi di rilascio degli immobili oggetto di sfratto».

Procedendo nell’analisi, le tipologie contrattuali più diffuse sono:

  • 60% il classico 4 + 4
  • Canone concordato si attesta intorno al 20%
  • Il restante 20% se lo spartiscono i contratti transitori e per studenti.

Fonte:

Come è cambiato il mercato degli affitti. Nuovi contratti e canoni più bassi